Sergio ASTROLOGO

Astrologo

DALL'INSEGNAMENTO AL GIORNALISMO ED ALLA NARRATIVA

 Legato a lui da una più che trentennale amicizia ho il piacere di ospitarlo in Proars. In lui apprezzo soprattutto quella grande carica di umanità che ha reso possibile la creazione di alcuni libri davvero eccezionali per l'attenta valutazione di persone, ambienti e circostanze, con un tipo di approccio personalissimo che, sono certo, contimueranno a caratterizzare i suoi lavori.

Roberto Torre

 

TRA I SUOI SCRITTI

gif  "GLI OCCHI COLORE DEL TEMPO"  (1996) Edito da Marietti (pp.202)

Un significativo esordio sul quale si era già pronunciato il sito  http://www.2you.it/astrologo/recensioni.html
( quanti dovessero visionare questi contenuti da apposito CD - e comunque off-line -
potrebbero leggerne gli estratti riportati in punto 1 e punto 2)

copertina

"ALLE RADICI DELL'INSALATA" (2008) Edito da Robin (pp.279)

IL SITO RIPORTA ORA IN PDF 

"FLANELLA E BASSO VERCELLESE" ( un breve saggio della sua prosa)

e
 in versione integrale copertina  ( clicca sull'immagine )
"SANTACROCE DEGLI INQUIETI" (2003) Edito in Lampi di stampa (pp.128) accompagnato dalla presentazione fatta in  http://www.ebookmall.com/ebooks/santacroce-degli-inquieti-astrologo-ebooks.htm


 
  Santacroce degli inquieti è un divertissement, un raffinato gioco letterario che ha per fine il divertimento del lettore. Sillabario di ogni inquietudine, il Santacroce era il testo base della scuola primaria cattolica nell'ottocento. Questo romanzo dal ritmo incalzante ha come fondale una Torino "notturna", brulicante di vita e traboccante di umanità, popolata da personaggi ambigui e insoliti, che si muovono con l'inquietudine degli animali notturni: "Bisognerebbe abolire il giorno a Torino, perchè è soltanto l'inutile appendice della notte. La città non esiste, di giorno, è una realtà invesibile ignota agli occhi distratti dei suoi abitanti. Le strade, le case, gli anctichi palazzi si ritraggono feriti dall'indifferenza frettolosa di chi gli passa accanto senza nemmeno guardarli. È soltanto di notte che si svela la città, negli angoli poco illuminati, nelle piazze silenziose, ai pochi eletti a cui è stato concesso di ammirarne la bellezza". Attraverso l'uso di linguaggi cinematografici, ricorrendo a volte alle tecniche delle strips e dei cartoni animati, l'autore stravolge il cliché che vede Torino come città magica, luogo del mistero e del paranormale, e la dimensione notturna è qui una sorta di specchio deformante che riflette i luoghi, personaggi e stati d'animo in un susseguirsi pirotecnico di sorprese ed effetti surreali.


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